10) Nietzsche. Delle tre metamorfosi.
Nietzsche si raffigura il cammino della coscienza dagli idoli
della superstizione e dalle menzogne della morale al dionisiaco e
al superuomo in tre tappe. La prima  quella del cammello, che
rappresenta l'uomo che si piega davanti alla maest di Dio. La
seconda  quella del leone, che reagisce e combatte contro i falsi
idoli. La terza  quella del fanciullo che dice s alla vita e che
esprime l'essenza dionisiaca della libert umana.
F. Nietzsche, Cos parl Zarathustra (vedi manuale pagine 186-
187).
Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito
diventa cammello, e il cammello leone, e infine il leone
fanciullo.
Molte cose pesanti vi sono per lo spirito, lo spirito forte e
paziente nel quale abita la venerazione: la sua forza anela verso
le cose pesanti, pi difficili a portare.
Che cosa  gravoso? domanda lo spirito paziente e piega le
ginocchia, come il cammello, e vuol essere ben caricato.
Qual  la cosa pi gravosa da portare, eroi? cos chiede lo
spirito paziente, affinch io la prenda su di me e possa
rallegrarmi della mia robustezza.
Non  forse questo: umiliarsi per far male alla propria alterigia?
Far rilucere la propria follia per deridere la propria saggezza?.
Oppure : separarsi dalla propria causa quando essa celebra la sua
vittoria? Salire sulle cime dei monti per tentare il tentatore?.
Oppure : nutrirsi delle ghiande e dell'erba della conoscenza e a
causa della verit soffrire la fame dell'anima?.
Oppure : essere ammalato e mandare a casa coloro che vogliono
consolarti, e invece fare amicizia coi sordi, che mai odono ci
che tu vuoi?.
Oppure : scendere nell'acqua sporca, purch sia l'acqua della
verit, senza respingere rane fredde o caldi rospi?.
Oppure : amare quelli che ci disprezzano e porgere la mano allo
spettro quando ci vuol fare paura?.
Tutte queste cose, le pi gravose da portare, lo spirito paziente
prende su di s: come il cammello che corre in fretta nel deserto
sotto il suo carico, cos corre anche lui nel suo deserto.
Ma l dove il deserto  pi solitario avviene la seconda
metamorfosi: qui lo spirito diventa leone, egli vuol come preda la
sua libert ed essere signore nel proprio deserto.
Qui cerca il suo ultimo signore: il nemico di lui e del suo ultimo
dio vuol egli diventare, con il grande drago vuol egli combattere
per la vittoria.
Chi  il grande drago, che lo spirito non vuol pi chiamare
signore e dio? Tu devi si chiama il grande drago. Ma lo spirito
del leone dice io voglio.
Tu devi gli sbarra il cammino, un rettile dalle squame
scintillanti come l'oro, e su ogni squama splende a lettere d'oro
tu devi!.
Valori millenari rilucono su queste squame e cos parla il pi
possente dei draghi: tutti i valori delle cose - risplendono su
di me.
Tutti i valori sono gi stati creati, e io sono - ogni valore
creato. In verit non ha da essere pi alcun "io voglio!". Cos
parla il drago.
Fratelli, perch il leone  necessario allo spirito? Perch non
basta la bestia da soma, che a tutto rinuncia ed  piena di
venerazione?.
Creare valori nuovi - di ci il leone non  ancora capace: ma
crearsi la libert per una nuova creazione - di questo  capace la
potenza del leone.
Crearsi la libert e un no sacro anche verso il dovere: per
questo, fratelli,  necessario il leone.
Prendersi il diritto per valori nuovi - questo  il pi terribile
atto di prendere, per uno spirito paziente e venerante. In verit
 un depredare per lui e il compito di una bestia da preda.
Un tempo egli amava come la cosa pi sacra il tu devi: ora 
costretto a trovare illusione e arbitrio anche nelle cose pi
sacre, per predar via libert dal suo amore: per questa rapina
occorre il leone.
Ma ditemi, fratelli, che cosa sa fare il fanciullo, che neppure il
leone era in grado di fare? Perch il leone rapace deve anche
diventare un fanciullo?.
Innocenza  il fanciullo e oblio, un nuovo inizio, un giuoco, una
ruota ruotante da sola, un primo moto, un sacro dire di s.
S, per il giuoco della creazione, fratelli, occorre un sacro dire
di s: ora lo spirito vuole la sua volont, il perduto per il
mondo conquista per s il suo mondo.
Tre metamorfosi vi ho nominato dello spirito: come lo spirito
divenne cammello, leone il cammello, e infine il leone fanciullo.
-.
Cos parl Zarathustra. Allora egli soggiornava nella citt che 
chiamata: Vacca pezzata.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1976, volume
venticinquesimo, pagine 234-235.
